Sotto la lente: scopri l’anima dietro la storia | Martina Tozzi
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Martina Tozzi, autrice di Vita di una falena, ci trasporta nel cuore pulsante dell’Inghilterra di inizio Novecento, in un viaggio intimo e letterario che ripercorre l’esistenza di una delle icone più grandi della letteratura mondiale: Virginia Woolf.
Attraverso una narrazione che danza tra la luce del genio e le ombre di una sofferenza profonda, Tozzi ha saputo tratteggiare il passaggio cruciale dalla rigidità dell'epoca vittoriana alla libertà avanguardista di Bloomsbury, mettendo a nudo il legame viscerale e indissolubile tra Virginia e sua sorella Vanessa.
In questo appuntamento della nostra rubrica Sotto la lente, esploreremo la genesi del parallelismo simbolico della falena, la sfida di confrontarsi con una figura così immensa e il coraggio necessario per dare voce ai pensieri più "indicibili" di una donna che ha cambiato per sempre il modo di scrivere (insomma, scopriremo l'anima dietro la storia).
Il titolo e la metafora della falena
Nel romanzo, la figura della falena sembra rappresentare perfettamente la natura di Virginia: una creatura fragile, attratta irresistibilmente dalla luce della conoscenza ma destinata a bruciarsi. Come è nato questo parallelismo e quanto è stato difficile equilibrare la narrazione tra la luminosità del suo genio e l'ombra della sua sofferenza psichica?
Raccontare la storia di Virginia è stata una grande sfida per me, proprio per la sua interiorità fatta di luce e ombra, giorno e notte. Ho cercato di dare spazio a entrambe le sue facce, e di mostrare come questa sua contraddizione interiore abbia influenzato le sue scelte di vita e la sua arte. Virginia era affascinata dalle falene fin dall’infanzia, quando a St Ives andava a caccia di insetti con i suoi fratelli, e per tutta la vita ha provato una sorta di attrazione per queste piccole creature: il titolo che aveva immaginato in origine per il suo libro Le onde era proprio Le falene, e La morte della falena è uno dei suoi testi più intensi.
Proprio come una falena, Virginia ha sempre inseguito la luce, la fiamma, anche correndo il rischio di bruciarsi, ed è stata questa la sua forza nella vita e in letteratura. Nel mio libro ho cercato di dar voce a questo, a quel suo amore così forte per la luce che l’ha fatta ardere e, a volte, anche soffrire.
Il contrasto tra epoche
"Vita di una falena" racconta il passaggio dall'Inghilterra vittoriana, una "prigione dorata" fatta di lutti e restrizioni, alla libertà intellettuale di Bloomsbury. In che modo la ricostruzione storica di questi ambienti ha influenzato la resa stilistica del tuo romanzo?
Il romanzo è raccontato attraverso gli occhi di Virginia, e proprio con la lente del suo sguardo è mostrata la storia di Londra e dell’Inghilterra: dalla rigidità pesante dell’epoca vittoriana alla modernità del regno edoardiano.
Questo cambiamento è visibile quasi fisicamente, attraverso il passaggio dalla casa d’infanzia di Virginia al nuovo appartamento di Bloomsbury, la prima cupa, tetra, ricolma di mobili scuri e panneggi pesanti, il secondo arioso, luminoso, con un arredamento molto semplice.
Ho cercato di mostrare anche in maniera visiva questo cambiamento, questo spogliarsi dagli orpelli vittoriani, e ho cercato di fare attenzione ai dettagli per rendere il mutamento chiaro nella sua enormità, e per evidenziare tutto quello che ha significato per Virginia nel suo percorso di libertà.
Il legame con Vanessa Bell
Il rapporto tra Virginia e sua sorella Vanessa è il fulcro emotivo di gran parte della storia. Come hai lavorato sulla dinamica tra queste due donne così diverse, ma unite nel desiderio comune di scardinare le regole del passato per "esistere davvero" attraverso l'arte?
Ho dedicato molto tempo allo studio della figura di Vanessa prima di iniziare la stesura del romanzo proprio perché scrivere di Virginia significa scrivere anche di Vanessa, il loro rapporto infatti era strettissimo, viscerale. Ho scoperto Vanessa come artista, come donna, e sono rimasta affascinata dalla sua visione del mondo e dalla sua audacia.
Vanessa è stata la figura fondamentale della vita di Virginia, con la sua intraprendenza l’ha indirizzata verso la libertà, con il suo sostegno le ha dato la forza per perseguire le proprie ambizioni, è stata una presenza costante nella sua esistenza, eppure per Virginia non era mai abbastanza, perché da Vanessa desiderava tutto.
Sul loro rapporto si potrebbe scrivere davvero moltissimo, è stato qualcosa di unico, indispensabile per entrambe. Pur nella loro evidente diversità, le due sorelle condividevano sogni e la stessa visione del mondo, e attraverso i loro scambi si influenzavano a vicenda. Virginia non sarebbe stata la stessa artista senza Vanessa, e viceversa.
La sfida della biografia romanzata
Scrivere di un'icona della letteratura come Virginia Woolf richiede un grande coraggio. Qual è stato il confine tra la fedeltà ai documenti storici (lettere, diari) e la tua libertà creativa nel dare voce ai pensieri più intimi e "indicibili" della protagonista?
Virginia Woolf è una scrittrice che venero, adoro la sua capacità di raccontare le sfumature della vita umana, il suo coraggio nella sperimentazione, sono affascinata dalle sue idee, sono un’avida lettrice e rilettrice dei suoi romanzi e dei suoi saggi.
Tuttavia, proprio per la complessità della sua opera e della sua persona, non credo che avrei mai avuto il coraggio di scrivere questo romanzo senza il consiglio e il prezioso incoraggiamento della mia editor Fiorella, che non ringrazierò mai abbastanza per avermi dato la spinta che mi serviva per intraprendere un viaggio meraviglioso. Come ogni volta, ho cercato di essere fedele più che ho potuto ai documenti storici, senza contaminare il racconto con le mie idee e i miei sentimenti.
Purtroppo, però, non sempre ho potuto contare su descrizioni precise di quello che è avvenuto e in certi momenti non so quello che davvero Virginia ha provato: in ogni caso, ho cercato di comprenderla, anche attraverso uno studio attento dei suoi romanzi, dei suoi scritti e dei contributi di studiosi ed esperti. Spero di averne tracciato un ritratto in cui riuscirebbe, almeno in parte, a riconoscersi.
L'attualità di Virginia
Virginia è una donna che ha osato cambiare la letteratura in un mondo che voleva tenerla in silenzio. Quale messaggio speri che arrivi alle lettrici e ai lettori di oggi, che ancora combattono per trovare la propria voce in contesti sociali o personali spesso limitanti?
Virginia insegna proprio questo, con le sue opere e il suo coraggio, a inseguire la propria vocazione, a non cambiare per trovare posto in un mondo che ci vuole diversi. Spero che l’audacia di Virginia sia d’ispirazione, che chi legge la sua storia trovi la forza di lottare per restare fedele a se stesso.
E non solo: scrivere un libro e darlo al mondo è come lanciare un messaggio in una bottiglia, non si sa mai chi raggiungerà, cosa ne sarà delle proprie parole. Spero di aver lasciato qualcosa di buono tra le pagine del mio romanzo, spero che arrivi al momento giusto e che le mie lettrici e i miei lettori vi trovino esattamente quello di cui hanno bisogno.
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L'intervista con Martina Tozzi ci lascia con l'immagine potente di una Virginia Woolf che, proprio come una falena, non ha mai smesso di inseguire la fiamma della conoscenza e della verità, nonostante il rischio di bruciarsi.
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